Oscuramento CRIF: tutti i consigli utili

Oscuramento crif come fare? Quanto dura?

L’oscuramento CRIF è una strategia che consente di nascondere provvisoriamente i dati relativi alle eventuali situazioni debitorie. Occorre fare alcune considerazioni, tuttavia, prima di decidere di ricorrere a questo stratagemma, valutando con attenzione i pro e i contro.

Difficoltà di accesso al credito

Ottenere un finanziamento non è affatto semplice. Le garanzie da produrre alla banca sono numerose e la minima problematica può pregiudicare irrimediabilmente la procedura. Le imprese che non riescono ad attingere ai fondi erogati dagli istituti sono sempre più numerose e l’iniziativa economica ne risente pesantemente, con la diretta conseguenza di una demotivazione completa. Lamentano questo genere di situazioni anche i privati che si accingono ad acquistare un immobile o un bene di altro tipo. Le persone, dunque, si ritrovano costrette a rimandare gli investimenti a un futuro non meglio precisato, quando il bilancio familiare consentirà di provvedere al pagamento della cifra bypassando il sistema bancario, percorso indubbiamente complesso. La cosa apparentemente strana da osservare è che accendere un mutuo è vantaggioso per entrambe le parti.


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Perché le banche rifiutano di erogare i prestiti?

La risposta può sembrare abbastanza ovvia, anche se bisognerebbe approfondire le dinamiche per avere un quadro preciso del funzionamento dell’iter, evitando di optare per l’oscuramento CRIF come unica ancora di salvezza. In prima analisi merita evidenziare che prestare denaro è estremamente rischioso perché  non è possibile recuperare la somma da individui o società che non hanno niente da dare in cambio, nemmeno sotto il profilo patrimoniale privato. L’altra riflessione da fare è che i debiti possono innescarsi a catena e diventa difficilissimo farsi pagare quando ci sono altri soggetti che magari hanno maturato un credito molto tempo prima, a cui spettano addirittura più soldi. Herbert V. Prochnow, uomo d’affari statunitense attivo negli anni ’20, diceva: “Il banchiere è disposto a farti un prestito solo se puoi dimostrare di non averne bisogno.” 

L’importanza di una buona reputazione bancaria

Abbiamo capito, quindi, che le banche hanno la necessità di conoscere l’affidabilità del cliente, non si limitano a vaghe rassicurazioni rilasciate allo sportello e nemmeno ad alcuni fogli prodotti in sede di incontro fisico con il Direttore. La reputazione bancaria può essere misurata con esattezza utilizzando uno strumento utilissimo di controllo: la CRIF. Questa sigla è l’acronimo di Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria e il compito che svolge è abbastanza comprensibile già dalla sua definizione. Il sistema è stato ideato proprio per mettere sotto la lente di ingrandimento coloro che richiedono un prestito, verificando con accuratezza che non vi siano pendenze economiche in corso. Ecco perché l’oscuramento CRIF suscita così tanto interesse e le persone vogliono sapere come funziona.

Solo dopo aver eseguito tutti gli accertamenti del caso, la banca potrà finalmente versare la somma pattuita sul conto corrente del beneficiario, permettendo di fare acquisti, investimenti e altre operazioni. Se invece l’istituto dubita di essere di fronte a una persona poco affidabile dal punto di vista finanziario, rifiuta all’istante poiché non intende certamente regalare soldi a chi potrebbe avere grosse difficoltà a restituirli. Essere considerato un cattivo pagatore può sembrare un dramma insanabile ma con un po’ di pazienza e attivando le giuste procedure si può rimediare a tutto, ripristinando la credibilità e il buon nome.

Una questione di trasparenza

Parlare di oscuramento CRIF potrebbe apparire in netto contrasto con la tematica della trasparenza. In effetti non si deve pensare che mettendo in stand-by un registro a cui tutte le banche fanno riferimento si diventi automaticamente credibili. Anzi, seguendo consigli sbagliati si potrebbe perfino ottenere il risultato opposto a quello sperato, facendo credere che ci siano cose nascoste più rilevanti di ciò che in realtà rappresentano.

Chi viene inserito nella blacklist può sempre richiedere la cancellazione al momento dell’estinzione del debito, attivando canali che risultano indubbiamente più rapidi e sicuri.

Oscuramento CRIF

L’oscuramento CRIF nasconde davvero i debiti?

No, non si può fare questa affermazione e promettere miracoli sarebbe oltremodo scorretto. Purtroppo sul web si trovano agenzie che prospettano chissà quale intervento salvifico ma bisogna sempre tenere i piedi per terra e agire casomai con efficacia nell’ottica della concretezza. La persona che richiede un prestito o un mutuo deve puntare esclusivamente all’obiettivo. Non si cancellano le situazioni debitorie irrisolte con la bacchetta magica, perciò offuscare ulteriormente il proprio curriculum di cliente bancario non è per niente consigliabile.

Nominativo ed esito della pratica

Per riuscire a calibrare gli aggiustamenti la migliore soluzione è rivolgersi a un esperto che possa dare una consulenza dettagliata, formulando i consigli pratici più adeguati alla situazione specifica. Prima di addentrarsi nelle considerazioni bisogna dividere con chiarezza quali sono gli aspetti riportati sui rapporti della CRIF che devono essere valutati distintamente:

  • Nominativo
  • Esito delle pratiche

La Centrale Rischi riporta in ogni caso il nominativo del soggetto che è stato censito, pertanto la banca risale facilmente all’annotazione. L’oscuramento CRIF potrebbe indurre l’istituto a credere che la modifica sia stata fatta di proposito, per mascherare qualcosa di poco chiaro, con uno scopo palesemente ingannevole. Anche un semplice operatore di banca potrebbe respingere immediatamente la richiesta e per il debitore dare spiegazioni sarebbe assai complesso. L’unica cosa che viene oscurata, infatti, è l’esito della pratica ma ciò potrebbe anche accadere per un controllo sull’effettiva situazione perché la Centrale Rischi sta indagando sui termini con i quali si è concluso positivamente o negativamente un determinato rapporto finanziario. Il suggerimento è quello di parlare apertamente con la banca, che conosce da vicino ogni dettaglio procedurale e non si fa certo raggirare da goffi tentativi di inesperti.

Oscuramento crif come fare? Quanto dura?

Le persone che hanno contratto un debito e vogliono procedere con l’oscuramento CRIF chiedono con insistenza se è possibile fare in autonomia questa operazione.  La realtà delle cose è un po’ più difficile delle apparenze perché non esiste possibilità di oscuramento su richiesta. L’unico modo per revisionare i dati della situazione finanziaria è la formulazione di una domanda esplicita da parte dell’ente creditore. Come abbiamo già detto, infatti, per coniugare rapidità ed efficacia bisognerebbe rivolgersi all’istituto che ha erogato il prestito e risolvere la questione direttamente. Dopo aver provveduto al pagamento di saldo si può ottenere lo stralcio. L’ente è tenuto dunque a comunicare prontamente all’EURISC che il debito non esiste più.

Cosa succede se si contatta personalmente la CRIF?

La CRIF ovviamente mette a disposizione dell’utenza i recapiti telefonici e i relativi uffici che si occupano di relazioni pubbliche. Contattare questi numeri è possibile ma la richiesta viene girata all’ente che ha erogato il denaro, richiedendo delucidazioni sullo stato della pratica. In questa fase di verifica, effettivamente, i dati sono oscurati e i soggetti che avessero bisogno di acquisire informazioni non vi potrebbero accedere. È proprio in questo contesto che un istituto potrebbe nutrire forti perplessità a prestare soldi, con una visura da cui si deduce una circostanza in divenire che deve ancora essere definita.

Quando l’ente creditizio rilascia tutte le risposte alla CRIF, i dati vengono aggiornati in poco tempo e tutta la pratica torna visibile.

I moduli da compilare

Coloro che decidono di intraprendere una strada autonoma per l’oscuramento CRIF hanno comunque l’opportunità di collegarsi al sito e scaricare la modulistica che si trova facilmente online. Abbiamo già anticipato che, in caso di criticità inerenti all’affidabilità bancaria individuale o societaria, il supporto di tecnici esperti è assolutamente consigliato. Tuttavia si può anche decidere di procedere da soli, facendo attenzione a non trascurare alcun dettaglio e interfacciandosi con gli strumenti messi a disposizione dalla CRIF.

Il modulo digitale va riempito precisando la tipologia di accertamento che si vuole fare. Occorre poi inserire i dati personali comunicando la modalità preferita per il successivo contatto e per ricevere la risposta. Dopodiché si può stampare il foglio, firmandolo, allegando una fotocopia fronte/retro del documento di identità e del codice fiscale. L’invio delle carte può essere effettuato per email alla casella di posta elettronica della CRIF, via fax al numero riportato sul sito web oppure per posta, preferibilmente a mezzo raccomandata con ricevuto di ritorno.

Possono accedere a questo servizio i privati e le imprese ma bisogna ricordare che ogni modifica è vincolata alla conferma dell’ente o dell’istituto che ha erogato il credito.

Come si viene a conoscenza dell’inserimento nella blacklist?

Dal 2019 il Garante della Privacy ha imposto nuove normative a tutela dei debitori, che devono essere avvisati dell’avvio della pratica, introducendo anche importanti novità in merito alla cancellazione automatica degli archivi quando è ormai trascorso il tempo previsto dalla CRIF dall’ultimo aggiornamento. Essere segnalati alla Centrale Rischi non è il marchio a vita del cattivo pagatore: rivolgendosi a un soggetto esperto è possibile ricevere consulenza e assistenza per gestire al meglio la procedura o per ottenere l’oscuramento CRIF.




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